Il 10 giugno audizione di Guido Bertolaso alla Commissione Ambiente della Camera


Guido Bertolaso ha riferito, il 10 giugno, alla Commissione Ambiente alla Camera, dove continua l'iter di approvazione del Decreto Abruzzo, per un punto della situazione sulla seconda fase dell’emergenza legata al terremoto dello scorso 6 aprile.

La prima fase dell’emergenza - Nella relazione del Capo Dipartimento è stata descritta l’attivazione del Sistema nazionale di protezione civile a seguito del terremoto nell’aquilano e sono state presentate tutte le forze messe in campo per gli interventi di assistenza alla popolazione. Il Capo Dipartimento ha illustrato nel dettaglio le attività del Servizio nazionale di protezione civile, dal monitoraggio del territorio alla verifica dei servizi essenziali.

Oltre ai primi interventi di soccorso e di assistenza alla popolazione, il Capo Dipartimento ha ricordato che la Protezione Civile ha promosso anche varie iniziative in ambito scolastico-educativo.

La Di.coma.c
– Tra le attività svolte dalla
Direzione di Comando e Controllo di Coppito il Capo Dipartimento ha sottolineato la messa a punto delle ordinanze n. 3778 e 3779 firmate dal Presidente del Consiglio dei Ministri il 6 giugno, relative alle modalità di concessione di contributi per la riparazione di edifici privati danneggiati, con esito di agibilità rispettivamente A (edificio agibile) e B (edificio temporaneamente inagibile ma agibile con provvedimenti di pronto intervento) o C (edificio parzialmente inagibile). Guido Bertolaso ha evidenziato che l’obiettivo principale di questi provvedimenti è il ripristino dell’agibilità sismica delle abitazioni, attraverso il recupero delle condizioni di sicurezza precedenti al 6 aprile, e della loro abitabilità, anche con la riparazione degli impianti domestici.

La seconda fase dell’emergenza - Dopo i primi soccorsi il Commissario delegato, in base a quanto previsto dall’art. 2 del D.L. n. 39 del 29 aprile 2009, provvede alla predisposizione di abitazioni per la popolazione rimasta senza casa. Sono state avviate le procedure per assicurare che i cittadini non debbano più essere ospitati nelle tende prima dell’inverno ma in vere e proprie abitazioni. E' stata così attivata la seconda fase dell’emergenza a cui presto si affiancherà quella della ricostruzione. Sono state previste diverse soluzioni, determinate dal tipo di danno subito dagli edifici. Per la prima volta in Italia, ha sottolineato Guido Bertolaso nella sua relazione alla Commissione, la popolazione colpita dal sisma verrà trasferita in nuovi alloggi permanenti, previsti dal piano C.A.S.E.-Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili.  Il progetto prevede, per i cittadini che vivevano nel capoluogo abruzzese, la costruzione di 4.000 abitazioni su piattaforme isolate sismicamente. Il primo passo per l’avvio di questa seconda fase è stata l’individuazione - in collaborazione con il Comune de L’Aquila - di 20 aree sulle quali costruire. È stata poi indetta dal Dipartimento della Protezione Civile una procedura di selezione di operatori economici per la progettazione e la realizzazione di questi edifici residenziali. Per quanto riguarda le abitazioni temporanee per gli abitanti degli altri 48 comuni del “cratere sismico” le cui case sono state classificate inagibili di tipo E o F, è stato predisposto un piano per la realizzazione di moduli abitativi provvisori prefabbricati (MAP) in legno, temporanei e smontabili, aggregabili in bifamiliari o a schiera, così che in alcuni casi si realizzeranno dei veri e propri piccoli quartieri. Le abitazioni saranno dotate di tutti i servizi necessari e utili alle famiglie. Circa 800 di queste “casette di legno” temporanee sono state donate, da regioni o province italiane; visto che l’esigenza di questi moduli abitativi è di 1.800 unità per coprire il restante fabbisogno dei Comuni è stato predisposto un bando dal Dipartimento della Protezione Civile, non ancora pubblicato. I Sindaci hanno individuato le aree dove posizionare i villaggi, valutando prioritariamente le località vicine ai luoghi d’origine delle popolazione.

Nella parte conclusiva della relazione alla Commissione Ambiente viene riportato un resoconto delle attività assunte dal Governo, sin dalle primissime ore dal terremoto: dalla nomina del Commissario delegato per il superamento dell’emergenza all’emanazione del Decreto legge n. 39. Sono state presentate tutte le ordinanze  del Presidente del Consiglio dei Ministri attuative del decreto del 29 aprile 2009.

Guido Bertolaso ha sottolineato che per l'attuazione delle procedure previste dalle ordinanze il Dipartimento ha previsto circolari applicative. È stato richiesto inoltre l’accesso al Fondo di solidarietà dell’Unione europea costituito su proposta della Commissione proprio  per fornire un sostegno finanziario agli stati membri colpiti da gravi calamità naturali.

Testo completo della relazione alla Commissione Ambiente

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Guido Bertolaso in audizione alla Commissione Ambiente del Senato

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