Terremoto: Inu, inadeguati i nuovi insediamenti a L’Aquila
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L'Aquila, 28 settembre 2009 - La localizzazione dei nuovi alloggi antisismici, così come quella dei moduli provvisori ad uso scolastico, può avere delle serie ripercussioni sul nuovo assetto urbano del capoluogo abruzzese, secondo i vertici dell'Istituto nazionale di urbanistica (Inu), riuniti oggi in convegno a L'Aquila per studiare la fase di interventi di costruzione e ricostruzione post-sisma. il presidente dell'Inu, Federico Oliva ha spiegato: ''Se da una parte il piano Case rappresenta una valida soluzione logistica, la localizzazione dei nuovi insediamenti, opportuna dal punto di vista idrogeologico, può dare luogo ad una serie di difficoltà urbanistiche''. I dirigenti dell'Inu, hanno spiegato che è difficile pensare di poter collocare una nuova città, divisa in venti blocchi, di 5000 abitazioni, senza produrre problemi di carattere infrastrutturale e di mobilità. Il vicepresidente dell'Inu, Piero Properzi ha sostenuto: ''Il problema é il sovrapporsi di soluzioni di tipo spaziale come il Piano Case così come la nuova localizzazione delle nuove scuole, soluzioni che possono rappresentare problemi anziché risolverli, perché mentre si risolvono le questioni di residenza stabile e di emergenza scolastiche, si ingenerano altri problemi con delle localizzazioni del tutto sbagliate dal punto di vista urbanistico''. L'Inu riconosce alla Protezione civile il merito di aver agito tempestivamente per sistemare 60-70mila persone, ma di fatto è stato spiegato sono stati occupati 150 ettari di territorio agricolo con interventi duraturi che creano una nuova città.
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